Scelgo di non scegliere la vita

Scegliete la vita; scegliete un lavoro; scegliete una carriera; scegliete la famiglia; scegliete un maxitelevisore del cazzo; scegliete lavatrici, macchine, lettori CD e apriscatole elettrici. Scegliete la buona salute, il colesterolo basso e la polizza vita; scegliete un mutuo a interessi fissi; scegliete una prima casa; scegliete gli amici; scegliete una moda casual e le valigie in tinta; scegliete un salotto di tre pezzi a rate e ricopritelo con una stoffa del cazzo; scegliete il fai da te e chiedetevi chi cacchio siete la domenica mattina; scegliete di sedervi sul divano a spappolarvi il cervello e lo spirito con i quiz mentre vi ingozzate di schifezze da mangiare. Alla fine scegliete di marcire, di tirare le cuoia in uno squallido ospizio ridotti a motivo di imbarazzo per gli stronzetti viziati ed egoisti che avete figliato per rimpiazzarvi; scegliete un futuro; scegliete la vita. Ma perché dovrei fare una cosa così? Io ho scelto di non scegliere la vita: ho scelto qualcos’altro. Le ragioni? Non ci sono ragioni. Chi ha bisogno di ragioni quando ha l’eroina?

Regista: Danny Boyle

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Libro: Trainspotting 1.          Film:Trainspotting 1

Libro: Trainspotting 2.          Film: Trainspotting 2

Il monologo iniziale è di Mark Renton in Trainspotting1 .Per molti potrà risultare un monologo insensato e sconnesso, ma  c’è più di quanto in realtà voglia dire apparentemente, più di un banale inno alla droga.

Scegliere di non scegliere la vita significa slegarsi dai luoghi comuni, dalla normalità ,da tutto ciò che la società ti impone direttamente o indirettamente.Si te stesso, sii spontaneo, sii diverso da tutti gli altri.Le persone ammirano o evitano chi si comporta in maniera differente.Spesso sono solo invidiose e risentite che qualcuno riesca a esprimersi, a vivere per sé e non per apparire.

Qui nel monologo Renton estremizza la cosa, rifugiarsi nell’ eroina indica una voce fuori dal coro, un inno contro  ciò che la società rappresenta( un insieme di regole scritte e non) dove il drogato viene visto come un reietto, qualcuno che non c’è la fatta, che non può essere utile e quindi va abbandonato.

Questo film mette alla luce che chiunque ha dei problemi, con i quali ci dobbiamo convivere , poiché fanno parte di noi.

Non esiste una vita perfetta, ma l’illusione di poterla avere ci rende schiavi di noi stessi, intrappolati in un limbo dal quale è difficile uscire.

Trainspotting 1 e 2 si completano.

Nel monologo di T1 Renton alla fine “sceglie la vita”,prendendo una decisione apparentemente giusta dal punto di vista etico e sociale.

In T2 scopriamo che continua ad avere problemi a incasinarsi la vita, infatti divorzia e perde il lavoro. Alla fine cosa fa: “sceglie di non scegliere la vita”, ma a differenza di prima è felice , sa che quello è il suo stile di vita, lo capisce e lo accetta. Se ne frega dei problemi in cui ripiomba , non gli interessano, perché è consapevole che  quando ti piace quello che fai devi lottare fino all’ultimo per non perderlo.

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